TRA COMPETIZIONE, VERTIGINE, CASO E RESPONSABILITÀ: LA SFIDA DEL GIOCATORE E QUELLA DELLE ISTITUZIONI


Qual è il vero senso del gioco? Una domanda a cui è sempre più difficile rispondere, di fronte a un fenomeno così complesso, poiché legato a molteplici fattori. Eppure, è sempre più necessario trovarlo, un senso: sia da un punto di vista politico e istituzionale, ma anche "sociale”, cioè nell’approccio riservato dai consumatori a questo tipo di attività. Ed è quello che cerca di fare il professor Riccardo Zerbetto, Medico psichiatra, direttore scientifico di Orthos, con il suo nuovo libro dal titolo: "Il senso del gioco. Tra competizione, vertigine, caso e responsabilità: la sfida del giocatore e quella delle istituzioni”, edito da Gn Media, presentato al pubblico martedì 23 gennaio nella Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini”, nella Sala degli atti parlamentari.

 

Un libro nel quale viene analizzato il fenomeno del gioco attraverso i suoi risvolti nel sociale e con il quale vengono suggerite delle "Linee programmatiche per una politica sul gioco responsabile”. Provando anche a suscitare una riflessione generale, tra operatori del gioco, politica e istituzioni, rispetto a questa "buona pratica”, rispetto alla quale c’è ancora molto da fare. Come sottolineato dalla senatriceEmilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità, che ha curato la prefazione del libro, evidenziando quanto ci sia bisogno"dell'aiuto dei soggetti esterni alle istituzioni che nella società di questo si occupano: dagli operatori sociosanitari, ai regolatori, fino alle agenzie educative come la scuola e la famiglia. Passando, perché no, anche per l'industria”.

"Ma non è tutto. Se vogliamo agire sulla prevenzione – aggiunge De Biasi - bisogna parlare apertamente: il fenomeno del gioco compulsivo non deve essere nascosto, se vogliamo intervenire ad ampio spettro. Ecco perché è cruciale la formazione degli attori sanitari: bisogna avere profili professionali adeguati e servizi che richiedono un potenziamento perché le dipendenze cambiano e si evolvono, e lo sviluppo di metodi di intervento online, che stanno offrendo risultati incoraggianti.

"La promozione di una cultura del gioco si definisce come un atteggiamento socialmente condiviso teso a valorizzare gli aspetti ludici e socializzanti di detti comportamenti unitamente alla consapevolezza dei suoi rischi potenziali e, quindi, all’adozione di misure di gioco responsabile”, spiega l'autore, Riccardo Zerbetto. "Tale concetto, che si è gradualmente esteso a molti Paesi europei ed extraeuropei implica, da una parte, l’adozione di leggi e regolamenti chiari atti a tutelare il giocatore da forme di abuso e manipolazione degli strumenti di gioco da parte dei gestori e, dall’altra, l’educazione del giocatore ad avvicinarsi alle attività di gioco con senso critico e di autotutela. Il termine "gioco responsabile " è stato utilizzato in modo discutibile in campagne di sensibilizzazione ai rischi del gioco, che invitavano ad evitare gli eccessi. In modo "proprio” il termine si riferisce, tuttavia, a una impostazione precisa che comporta la partecipazione dei tre soggetti che hanno competenza in materia di programmazione di una strategia di gioco compatibile o, comunemente detto 'responsabile' vale a dire: il politico (a livello nazionale o locale, cui spetta l’elaborazione di normative inerenti i diversi aspetti sul tema), il concessionario (che gestisce su autorizzazione dello stato le diverse attività di gioco d’azzardo) e il tecnico (i professionisti che hanno competenza in ambito terapeutico, preventivo e riabilitativo sulla patologia collegata al gioco). È evidente che questi tre soggetti possono avere concezioni contrastanti nelle valutazioni dei vari aspetti connessi al gioco d’azzardo, ma è proprio dalla ricerca di un equilibrato compromesso tra esigenze di entrate fiscali per il governo, profitti di coloro che gestiscono il gioco e tutela dei consumatori che può derivare una strategia complessiva equa e, appunto, responsabile”.

Note sull'autore

Riccardo Zerbetto, Medico psichiatra, direttore scientifico di Orthos, prima organizzazione per lo studio e il trattamento dei giocatori di azzardo in Italia, è specialista in Neuropsichiatria Infantile e per adulti. È direttore del Centro Studi di Terapia della Gestalt, istituto riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica per lo svolgimento di corsi professionali nella Psicoterapia con sede a Milano. Già presidente della Associazione Italiana di Psicologia Umanistica e Transpersonale nel 1984, della European Association for Psychotherapy (Eap) nel 1996-7, della Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia (Fiap) nel 1998 e della Federazione Italiana delle Scuole e Istituti di Gestalt (Fisig) nel 1996-8, coordina la Sezione su Psicoterapia e mito del World Council for Psychotherapy. Ha lavorato per oltre venti anni in servizi di salute mentale e per le tossicodipendenze per le quali è stato consulente e supervisore delle comunità terapeutiche del Comune di Roma per nonché consulente del Ministero della Sanità nel 1980. È cofondatore e past-president di Alea-Associazione per lo studio del gioco d’azzardo. Ha svolto incarichi di insegnamento in Psicopatologia presso la Scuola di specializzazione in Psichiatria dell’Università degli studi di Siena.

Un tocco di arte

Il libro "Il senso del gioco” è corredato da un'illustrazione d'autore, ospitando un'opera d'arte realizzata per Gn Media appositamente per questo volume dall'artista Giosuè Quadrini che ha creato tre opere diverse sul tema, proposte nell'insieme nell'invito della presentazione.

Quadrini vive e lavora a Terni; dopo la laurea in scienze storiche si dedica da autodidatta alla pittura. Le sue opere sono ospitate in forma permanente presso la storica Galleria Forzani di Terni; ha esposto a Milano, presso la Galleria ARTGATE , a Palazzo Gradari in Pesaro e a Perugia alla Sala della Borsa. Una sua installazione è stata allestita nella sala "Adriano Ronchini” del museo civico "CAOS” di Terni. Nel 2016 è stato selezionato come artista espositore al Festival Di Filosofia, Arte e Letteratura "Ciclopica” di Amelia. I suoi lavori sono realizzati in cera, con la tecnica dell'encausto.


 

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